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novembre 27 2003
Nel 1994 dracid mi fece ascoltare una cassettina registrata da suo cugino. Si trattava dell’album in vinile di Gigi Masin dal titolo 'LES NOUVELLES MUSIQUES DU CHAMBRE vol.2'. E’ inutile dire che cercai quell’album per molto tempo, non esiste un cd e l’etichetta (Sub Rosa) non lo stampa neanche più. Il genere è un suono minimale, ti fa pensare a un Eric Satie che suona il piano e che utilizza degli artifici elettronici. Un capolavoro. Indiscusso. Nel 2001 ascolto l’album dei To Rococo Rot e noto che nel pezzo “die dinge des lebens” c’e’ un loop identico a “Clouds” di Gigi Masin. Ovviamente tra i credits del disco c’è ma e' davvero nascosto. Scrivo una e.mail all'artista veneziano per avere conferma: anche lui se n’è accorto, ma grazie a Bjork che in “It’s in our hands” utilizza un sample attribuito ai To Rococo Rot. Bjork quanto meno, dopo esser avvisata che il sample appartiene a GM fa la signora e cita tra i credits il vero autore. Io e Gigi iniziamo dei simpatici scambi di e.mail, lui mi invia un paio di vecchi brani in cd tra cui “Clouds”, si sposa e continua la sua attività di impiegato che gli permette di fare l‘artista. Ieri nella cassetta della posta vedo un pacchetto: è il suo nuovo lavoro assieme al poeta sperimentatore Giuseppe Caprioli dal titolo “Moltitudine in labirinto”. E’ un lavoro estremamente minimale che ritrova le sue radici nella ripetizione infinita ed impalpabile di suoni rarefatti. Al primo ascolto l’associazione rimanda ai suoni classici (Eno) nonché all’ondata ambient molto in voga anni ’90. Più concettuali le tracce scritte da Caprioli. I brani che preferisco sono Aften, Coral e Vertical dove il tocco di Masin è riconoscibile. Non conosco gli altri lavori dell’artista veneziano, ma a mio avviso con la mia piccola esperienza di ascoltatore attento, Gigi Masin azzardando un po’ di più potrebbe re-inventare l’ambient > per intenderci ciò che sul finire degli anni ’90 hanno fatto i Boards of Canada.
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novembre 25 2003
Se ora tu bussassi alla mia porta e ti togliessi gli occhiali e io togliessi i miei che sono uguali e poi tu entrassi dentro la mia bocca senza temere baci diseguali e mi dicessi "Amore mio, ma che è successo?", sarebbe un pezzo di teatro di successo.
Patrizia Cavalli, 1992. Poesie (1974-1992). Torino: Einaudi
novembre 20 2003
Ieri: concerto di Maximilian Hecker e Barbara Morgerstern sponsorizzato da un istituto di lingue tedesco. Il concerto inizia con MH, carino, falsamente timido e molto piu' interessante dal vivo che su supporto. Balbetta quando parla, non porta a termine le frasi tra un brano e l'altro e dice (scherzando) che e' stato il peggior concerto della sua vita. In effetti il luogo non si presta moltissimo a questo tipo di concerti e la platea, a parte me e qualche decina di persone (tra cui la cara dda & company), e' distratta a chiacchierare e fare l’aperitivo. Arriva Barbara che invece e' gioiosa quanto mai, sembra godere nel poter cantare le sue piu' "famose" canzoni. E' brava, una vera sorpresa: ride, scambia sguardi di intesa con i suoi del gruppo e interagisce perfettamente col pubblico. Il chitarrista e' negato, ma nel complesso davvero una bella serata. Ore 23: io, Festen e B. scopriamo che le Chicks on speed suonano proprio intorno a quell'ora in un altro locale a Milano. Sulle note dell'ultimo brano di Barbara scappiamo verso l'altro concerto: una delusione. Tre cretine che non suonano, cantano parlando su basi registrate, cercano di ballare facendo delle smorfie e che dopo poco piu' di 30 minuti se ne vanno dicendo: "siete solo fashion victims". Queste furbette che nelle interviste fanno le alternative criticando il famoso "sistema" sono solo un fenomeno, simpatico per carita', oggetto di culto delle riviste patinate pseudo-alternative (alternative a cosa non si sa!) e credetemi non fanno neanche le scarpe (visto che vogliono lanciare una linea moda non le vedo neanche buone a far i lacci) allo stile, simpatia e bravura della rossa Barbara Morgerstern.

novembre 13 2003
E’ australiano si chiama Ben Lee e faceva parte del gruppo Noise Addict nato nel 1992 quando tutti i componenti avevano intorno ai 13 anni (i Sonic Youth produssero un loro demo). L’ultimo lavoro di Lee "Hey You. Yes You" (2003, Grand Royal) e’ invece tutto il contrario di Noise Addict, molto acustico, voce calda e atmosfere un po’ melanconiche.
Un brano per il weekend: Ben Lee >> No room to bleed.

novembre 10 2003
Sott'acqua
| impalpabile | ronzio | sputo aria
In Superficie
| galleggio | faccio il morto | guardo il sole | ad occhi aperti

novembre 6 2003
Ho visto i suoi lavori alla Biennale di Venezia 2003: Liisa Lounila e' finlandese e si occupa di fotografia e video. I suoi ultimi tre lavori sono: Pop Corn, Play e Flirt; quest'ultimo è il più interessante e affronta la "visualizzazione" dei conflitti nei rapporti interpersonali.
Domenica 9 novembre e' l'ultimo giorno di Artissima 10 al Lingotto di Torino. Io ci faccio un salto.
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